Tra le farfalle e il mare.


Ho passato due giorni a letto, a recuperare forze, energie, sonno, speranze, fiducia.
Il mio Jawbone  mi dice che nella notte fra venerdì e sabato ho dormito 11 ore e 18 minuti. Probabilmente di più di quanto avessi dormito nell'intera settimana precedente.
Così domenica avevo proprio voglia di famiglia, di bambine, di leggerezza.
Qual è la cosa più leggera che mi viene in mente?
Le farfalle.
Cosa mi fa stare bene?
Il mare.
Affare fatto: farfalle la mattina, mare al pomeriggio.

Una bella gita alla Casa delle Farfalle: praticamente una serra con 189° e un sacco di piante e umidità, ma vale la pena perché ti trovi letteralmente immerso in un turbinio continuo di farfalle coloratissime, alcune grandi come il palmo di una mano.
Per l'occasione Dazzilla ha sfoggiato due parole nuove di zecca: lalle e WOOOOW! Beh, almeno una in famiglia che non chiacchiera in continuazione ci voleva.


Al pomeriggio invece siamo andati in spiaggia. Si prepara la stagione, gli stabilimenti sono aperti, i giochi dei bimbi sono puliti, le dune spianate. Mancano solo gli ombrelloni. Quindi la spiaggia è una meraviglia, una distesa liscia di sabbia. Le bimbe hanno giocato a piedi nudi nella sabbia.
Hanno molto giocato a piedi nudi nella sabbia, visto che quest'anno vogliamo cambiare stabilimento, quindi ne abbiamo passati 5 o 6, lasciandole libere di provare tutti i giochi.


Dalia riscopre la sabbia, ed è di nuovo incanto, come un anno fa. E come un anno fa se n'è subito mangiata una scodella. (Vi rassicuro, il mozzicone non l'ha mangiato).

Anche lei sta crescendo, e io mi riempio gli occhi, le mani, il cuore della sua bebeosità che sta per sfumare. Mi ci aggrappo, con la rassegnazione dell'ineluttabilità, la rassegnazione del "mai più".


Respiro le mie bambine e mi guardo intorno, in cerca di un segno.
Indecisa se cercare di spiccare il volo, rimanere ferma come una lucertola in cerca di un raggio di sole in una giornata coperta, immobile a non disperdere energie preziose, o correre a perdifiato verso l'orizzonte perché - mamma, oh mamma, passano i cavalli e io voglio bagnarmi i piedi in mare.



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